Categoria: Economia

AUTO ELETTRICHE? PROBLEMI IN ARRIVO.

Le auto elettriche potrebbero essere una svolta per l’ecosistema e per la salute dell’uomo, ma è sorto un imprevisto che mette a dura prova lo sviluppo di queste auto; stiamo parlando delle famose colonnene che eventualmente dovrebbero ricaricare le auto.

Secondo una stima fatta da MIT Technology Rewiev, affinchè possano essere stanziate colonnine in tutto il mondo, bisogna investire una cifra come 2.700 miliardi di dollari : stiamo parlando di cifre talmente spropositate da mettere in dubbio molti progetti.

Tuttavia, è strettamente necessario che tutti i cittadini abbiamo nelle loro città delle apposite colonnine, non basta una sull’autostrada, perchè non incentiverebbe la gente a utilizzare macchine elettriche per motivi di scomodità; ovviamente sono in fermento metodi alternativi per garantire comfort alla gente e per non spendere una cifra così alta. 

Ora sono gli Stati Uniti a studiare la situazione, che si sta impegnando per costruire corridoi nazionali per la ricarica di auto elettriche.

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POSTE ITALIANE: “CERCHIAMO PROFESSIONISTI”!

Da qui a cinque anni, sono in previsione migliaia di assunzioni nel gruppo “Poste Italiane”, che ricerca professionisti da inserire dell’ambito della contabilità o delle assicurazioni.

Vogliono rafforzarsi in molti aspetti e cercano giovani professionisti laureati, propensi al cambiamento e all’innovazione, capaci di prendere le redini in mano e di condurre operazioni di pagamento e di investimenti; oltre tutto, bisogna che i giovani d’oggi prendano il posto di tutti coloro che andranno in pensione (si stimano circa 12000 persone).

Questa è un’occasione più unica che rara per molti giovani laureati che aspettano di inserirsi nel mondo del lavoro; inoltre dal 2018 sino al 2022 verranno fatti investimenti per il valore di quasi 3 miliardi di euro per migliorare i servizi e rendere il tutto digitalizzato.

 

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BORSE ASIATICHE IN NETTO RIALZO!

In questa ultima settimana, dopo l’ottima chiusura della Borsa di Wall Street, si verifica anche un rialzo positivo per le borse asiatiche da Hong Kong a Tokyo, dove si è registrato un aumento del 1,19% per l’indice Nikkei.

Una piccola crescita vi è stata anche a Shangai dove il CSI 300 segna un aumento dello 0,92% , in Corea dove il Kopsi invece sale dello 0,25 %.

Tutto questo comporta che i mercati asiatici si trovano in una situazione del tutto tranquilla; per il dollaro invece la situazione attuale non è delle migliori, in quanto ha perso nuovamente valore rispetto all’Euro ma non solo: anche rispetto allo yen si registra un abbassamento dello 0,44%. 

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“Preferiamo non chiedere prestiti alle banche”

Sembra quasi che gran parte dei nostri lavoratori con contratti a tempo determinato, preferiscano non chiedere “aiuto” alle banche d’Italia, in quanto hanno il timore di indebitarsi con queste ultime e di non riuscire a risanare il debito, considerando i tassi di interesse.

Sicuramente oggi giorno le banche sono molto prudenti e vogliono garanzie sicure affinché un debito possa essere risanato senza ricorrere a vie particolari, ma gli italiani di oggi sono un popolo attentissimo ai risparmi e anche se si fa fatica ad arrivare alla fine del mese, molti sostengono che chiedere un prestito alle banche, anche minimo, possa solo peggiorare le cose.

Basta consultare i registri per constatare che rispetto al 2016, la percentuale di prestiti fatti a lavoratori con contratto a tempo determinato, è scesa dallo 0,31% allo 0,17%.Vi è stato però un aumento dei finanziamenti richiesto dai lavoratori con contratto a tempo indeterminato o dei lavoratori autonomi, passando dal 9,7% del 2016 al 11,62 % del 2017.


Il dollaro si rafforza, l’euro/dollaro è sceso sotto la soglia di 1,25!

Buone notizie per la valuta ufficiale degli Stati Uniti d’America che, dopo aver trascorso un periodo non dei più rosei, riacquista potere rispetto tutte le altre monete circolanti.

Sta accorciando sempre più la “distanza” con la nostra moneta europea (Euro) tanto che l’euro/dollaro è sceso sotto l’1,25 (precisamente 1,245). Nella situazione attuale, 1 dollaro equivale a circa a 0,805 euro, quindi si è presentato un ribasso del 40%.

C’è da dire però che è la sterlina ad aumentare le distanze con il dollaro; il tutto da quando la Gran Bretagna ha deciso di uscire dall’Europa (Brexit). Oggi una sterlina equivale a circa 1,3 dollari anche se l’apice fu toccato nel giugno del 2016 quando corrispondeva a 1,392 dollari.

Senza dubbio, a portare questo rialzo al biglietto verde, sono stati gli ottimi risultati ottenuti dall’economia statunitense che sembra attraversare un periodo proficuo e ricco di crescite in molti ambiti finanziari/economici.