Categoria: Economia

AMAZON: L’AZIENDA CHE HA CREATO PIU’ POSTI DI LAVORO IN ITALIA

 

Amazon è l’azienda che ha creato più posti di lavoro in Italia negli ultimi 10 anni: stiamo parlando di un investimento di quasi 3 miliardi di euro e di 3.000 nuovi posti di lavoro nel 2021.

Attualmente l’azienda conta più di 12.000 lavoratori in Italia e se consideriamo anche i partner di vendita e i provider di servizi e fornitori si arriva a circa 85.000 dipendenti.

Solo nell’anno 2020 Amazon ha erogato 24,5 milioni di euro al mese per i salari e gli stipendi dei propri dipendenti italiani: entro l’anno sono previste ulteriori 500 assunzioni.


ISTAT: +494MILA OCCUPATI RISPETTO A NOVEMBRE 2020

 

L’Istat (Istituto Nazionale di statistica), ha rilevato che l’occupazione nel nostro paese è notevolmente cresciuta in questo ultimo periodo ed in particolare nel mese di novembre.

Rispetto al mese di ottobre, il numero degli occupati è cresciuto di 64.000 unità, mentre rispetto al mese di novembre del 2020 la crescita è di ben 494.000 unità.

Un dato positivo che fa sperare, specialmente nell’occupazione giovanile; per la prima volta dall’inizio della pandemia è stata superata la soglia dei 23 milioni di occupati.


AIR ITALY: LE PRIME LETTERE DI LICENZIAMENTO

 

Sono arrivate le prime lettere di licenziamento per alcuni dipendenti di Air Italy, compagnia aerea italiana con sede presso l’aeroporto di Olbia-Costa Smeralda e con base operativa a Milano-Malpensa.

A 48 ore dalla cassa integrazione, questa non è stata prorogata ed è così che è arrivata la lettera di licenziamento per ben 1.322 dipendenti; i licenziamenti sono dovuti ad uno stop generale delle attività.

La reazione dei sindacati è stata immediata. Ecco le parole di William Zonca: “riteniamo che questo sia un forte dramma sociale per 1322 famiglie e vedremo quali atti mettere in campo a tutela di questi lavoratori ma soprattutto bisogna capire se il governo, ai massimi livelli, riuscirà a far fare un passo indietro all’azienda”.


COVID-19: AUMENTO DEI CONTAGI, RISCHI PER L’ECONOMIA

 

Il numero dei positivi da Covid-19 sta aumentando incresciosamente in questi ultimi giorni: la variante Omicron suscita qualche preoccupazione e l’economia potrebbe essere messa nuovamente a rischio.

Per il 31 dicembre sono state annullate serate in discoteca, tuttavia sono salvi i cenoni ed i veglioni: questo un primo segnale di allarme che fa pensare a delle limitazioni già nel mese di gennaio.

Con l’aumentare dei contagiati sono molti i settori che rischiano di più: in particolare bar, ristoranti, pub e molte altre attività che offrono un servizio al pubblico.


EUROPA: TIMORE PER LA VARIANTE OMICRON

 

La nuova variante Omicron del coronavirus potrebbe rappresentare un’ulteriore minaccia per l’economia del nostro paese e di tutti i paesi membri dell’UE.

Eventuali misure restrittive di contenimento per fronteggiare l’aumento dei contagi potrebbe danneggiare nuovamente molti settori economici ed industriali nell’anno 2022.

La borsa di Hong Kong ha già chiuso la seduta con pesanti perdite dovute all’aumento rapido dei contagi con variante Omicron: numerosi sono i settori già colpiti dalla scia negativa dovuta al virus.