Bitcoin: il “futuro” dell’economia?

C’è chi pensa che questa moneta virtuale non sia all’altezza delle prospettive, non ha la fiducia di molti economisti e molta gente non ha la minima percezione di cosa sia.

Allora come è possibile che alcuni uomini, grazie alle criptovalute, sono diventati milionari? La fortuna di questi uomini fu dovuta da molti fattori: investirono nel bitcoin quando questo valeva solo 10 dollari (nel 2012) e oggi il suo valore aggira intorno a 10000 dollari.

C’è chi addirittura ha superato la soglia del migliardo di dollari! Tuttavia questa gente investì all’epoca in un progetto conosciuto a pochissimi e del tutto sottovalutato che invece ha permesso loro di diventare ricchi, e stiamo parlando di quarantenni o giù di lì; hanno saputo investire nel momento giusto,tra l’altro cifre molto modeste, non immaginando che il valore di questa moneta potesse crescere così tanto nel giro di qualche anno!

Ora la situazione è molto più complicata, perché il boom del bitcoin ormai c’è stato, anche se si verificano continuamente alzamenti e abbassamenti di valore di questa criptovaluta.


“Preferiamo non chiedere prestiti alle banche”

Sembra quasi che gran parte dei nostri lavoratori con contratti a tempo determinato, preferiscano non chiedere “aiuto” alle banche d’Italia, in quanto hanno il timore di indebitarsi con queste ultime e di non riuscire a risanare il debito, considerando i tassi di interesse.

Sicuramente oggi giorno le banche sono molto prudenti e vogliono garanzie sicure affinché un debito possa essere risanato senza ricorrere a vie particolari, ma gli italiani di oggi sono un popolo attentissimo ai risparmi e anche se si fa fatica ad arrivare alla fine del mese, molti sostengono che chiedere un prestito alle banche, anche minimo, possa solo peggiorare le cose.

Basta consultare i registri per constatare che rispetto al 2016, la percentuale di prestiti fatti a lavoratori con contratto a tempo determinato, è scesa dallo 0,31% allo 0,17%.Vi è stato però un aumento dei finanziamenti richiesto dai lavoratori con contratto a tempo indeterminato o dei lavoratori autonomi, passando dal 9,7% del 2016 al 11,62 % del 2017.


Il dollaro si rafforza, l’euro/dollaro è sceso sotto la soglia di 1,25!

Buone notizie per la valuta ufficiale degli Stati Uniti d’America che, dopo aver trascorso un periodo non dei più rosei, riacquista potere rispetto tutte le altre monete circolanti.

Sta accorciando sempre più la “distanza” con la nostra moneta europea (Euro) tanto che l’euro/dollaro è sceso sotto l’1,25 (precisamente 1,245). Nella situazione attuale, 1 dollaro equivale a circa a 0,805 euro, quindi si è presentato un ribasso del 40%.

C’è da dire però che è la sterlina ad aumentare le distanze con il dollaro; il tutto da quando la Gran Bretagna ha deciso di uscire dall’Europa (Brexit). Oggi una sterlina equivale a circa 1,3 dollari anche se l’apice fu toccato nel giugno del 2016 quando corrispondeva a 1,392 dollari.

Senza dubbio, a portare questo rialzo al biglietto verde, sono stati gli ottimi risultati ottenuti dall’economia statunitense che sembra attraversare un periodo proficuo e ricco di crescite in molti ambiti finanziari/economici.


Germania: si registrano aumenti di prezzo nella produzione!

Si sono raggiunti dei numeri al di sopra delle aspettative degli stessi tedeschi, che stimavano un aumento dello 0,3% mensile e del 1,9% annuale; ma così non è stato: stiamo parlando di un aumento mensile del bel 0,5% e annuale del 2,1%, numeri da RECORD!

Da sempre i tedeschi hanno dimostrato di avere una marcia in più a livello organizzativo/economico e i fatti lo dimostrano; in effetti, l’andamento dei prezzi della produzione sembra anticipare quello dei prezzi al consumo.

Anche i prezzi dell’energia hanno registrato una crescita del 2,2% in più rispetto al mese precedente. Questi sono dati riportati dall’ufficio di statistica tedesco e, gli stessi analisti di questo ufficio, affermano che si potrebbero verificare un aumento della produzione ancora più grande del 2,1% annuale, in quanto da un paese così organizzato come la Germania, ci si deve aspettare di tutto.


Il futuro dell’Italia

Il presidente di Confidustria, Vincenzo Boccia,traccia le linee guida per il futuro, parlando di lavoro, crescita e debito. Questi sono gli argomenti cardine delle Assise di Confindustria che si svolgeranno a Verona. In un intervista, ha parlato del futuro, dicendo che la politica italiana deve prima programmare e poi effettivamente cambiare l’economia, evitando il rischio di una possibile futura Brexit evitando inoltre le disuguaglianze economiche.

Boccia inoltre, ha affermato come Confindustria e il Governo, debbano collaborare, aiutarsi fra loro e trovare la giusta strada, non essere avversari ma compagni fra loro,in un momento di risanamento come questo.

Il quadro di Boccia sul paese poi si è soffermato sul ruolo dell’Italia in Europa e sui giovani, parlando prima di come con la costruzione di nuove infrastrutture il nostro paese può dire la sua in Europa, rifiutando un ruolo periferico passando a un ruolo centrale, facendo da ponte tra l’Est e l’Ovest. Parlando dei giovani, ha affermato invece, che non vanno tolte garanzie a chi lavorerà domani, giovani che già saranno segnati dal Jobs Act e dall’Industria 4.0, riforme che cambieranno radicalmente il mondo del lavoro.