ILVA: L’ARCELORMITTAL E IL PIANO SULL’ILVA

L’AlcerolMittal ha proposto all’UE di avere il via libera per l’acquisizione dell’ILVA, grande fabbrica di acciaio con sede a Taranto; questo progetto prevede la creazione di un impianto di Piombino e asset in Romania, Lussemburgo, Macedonia e Repubblica Ceca.

Tuttavia la commissione europea ha dato inizio ad un’indagine, per evitare che in futuro la concorrenza possa essere limitata, verificando un aumento del prezzo dell’acciaio sul mercato.

Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo Economico, ha rassicurato tutti i lavoratori dell’ILVA, affermando che non ci saranno licenziamenti, che tutti i lavoratori sono protetti e che gli investimenti ambientali sono già partiti; saranno assunti circa 10.000 lavoratori, con lo stesso salario dei lavoratori attuali e con gli stessi diritti.

Gli altri lavoratori dovranno svolgere gli incarichi presso l’amministrazione straordinaria; il punto di partenza di questo progetto è la tutela dei diritti dei lavoratori, per avere tutto quello che occorre per far sì che siano protetti e che nessuno di loro perda l’attuale postazione lavorativa.

 

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GUERRA TRA PORTI: UE CONTRO ITALIA

Zeno D’Agostino, presidente di Assoporti, accusa l’UE di penalizzare i porti italiani e di applicare costi ingiustificati, che vanno a nostro sfavore e che invece alimentano i porti del Nord Europa. Tuttavia Bruxelles ha accusato gli scali italiani di non aver versato le tasse per le concessioni.

Per rispondere a questa accusa, l’associazione Assoporti, ha messo in evidenza che, oggi come oggi, sugli enti portuali gravano tasse di circa 100 milioni di euro e tutto ciò fa si che i costi del diporto di alzino persino del 40%.

L’attività portuale del nostro paese, è una di quelle che influenzano molto l’aspetto economico dell’Italia, quindi è ingiusto che un paese come il nostro, debba sborsare più denaro e quindi pagare più tasse rispetto ad altri paesi del Nord Europa che sono molto più sviluppati.

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BITCOIN IN CRISI: SIAMO AL TERMINE?

Il BitCoin sta attraversando il periodo più buio di sempre, ha quasi perso il 65% del suo valore, dato che il suo valore attuale è di 6,750 dollari;

Secondo molti economisti esperti, il boom di espansione del BitCoin è stato già raggiunto e sarà molto difficile se non impossibile ritornare ai valori di prima; ricordiamo che il massimo valore raggiunto è di 19,511 dollari.

I BitCoin, come afferma la Bank of America Merrill Lynch, non sono altro che le prime vittime della politica della Fed; ma il concetto che sta alla base di questa crisi dipende dal tipo di investimento che le criptovalute permettono: investendo in BitCoin, si da vita ad un investimento speculativo, ma sappiamo che sono pochissimi i Paesi sviluppati che investono in questa maniera.

La sfiducia nei confronti di queste monete, ha fatto perdere al BitCoin gran parte del suo valore, ma non è l’unica criptovaluta a risentirne; in generale, qualsiasi criptovaluta è ormai al capolinea e se ci saranno dei miglioramenti, questi saranno minimi.

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VISCO: ANALISI SULLE CRIPTOVALUTE

Secondo il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, la moneta virtuale potrebbe essere la chiave per raggiungere una stabilità finanziaria.

La sua affermazione ha stupito molta gente, specialmente gli economisti, in quanto un membro così importante che rappresenta le banche, non ha contraddetto o criticato la figura del BitCoin ma anzi l’abbia elogiata; certamente ha messo in evidenza alcuni difetti di queste criptovalute, quali l’alta volatilità dei prezzi, ma nonostante ciò egli ha affermato che le criptovalute primarie (BitCoin, Ripple ed Etherum) potrebbero evolvere.

Tutto questo, secondo Visco, garantisce l’efficienza dei sistemi di pagamento e la stabilità delle istituzioni finanziarie, per questo incoraggia ad investire in queste monete e ad avere una nuova fonte di finanziamento.

L’analisi di Visco non è stata fatta in un periodo prosperoso per le criptovalute, in quanto il BitCoin, la moneta virtuale per eccellenza, ha subito forti perdite; il suo valore di mercato oggi è di circa 6000 dollari.

 

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KFC IN ITALIA: GROSSI INVESTIMENTI NEL 2018!

La famigerata catena di ristoranti “KFC” è da sempre una delle più note a livello mondiale, come il McDonald o il Burgerking; qui si possono gustare molte pietanze gustose quali il pollo fritto che è il prodotto principale di questo ristorante.

In Italia ce ne sono molti, specialmente nelle grandi città, ma è in atto un piano per raddoppiare il numero di KFC nella nostra nazione: stiamo parlando di enormi investimenti che verranno fatti a breve per portare avanti questo progetto; la cifra ancora non ha un valore preciso, ma sappiamo che si tratta di milioni di euro.

Questo progetto parte con l’iniziativa di fondare KFC soprattutto al sud, in quanto la maggior parte sono situati al centro-nord; tutto questo comporta a molti posti di lavoro (circa 500) e potrebbe essere l’occasione per molti giovani di trovare un’occupazione e di fare carriera.

Oltre a garantire molti posti di lavoro, sarà un’opportunità per il sud Italia per assaggiare il famoso Kentucky Fried Chicken.

 

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