Cresce sempre più il problema “pensioni” che riguarda i giovani del nostro paese in quanto, secondo alcuni registri, molti non arriveranno mai ad una pensione se non minima.

Regolarmente, un lavoratore che va in pensione dopo 38 anni di servizio percepisce, come pensione, circa l’84% dello stipendio, mentre un lavoratore che andrà in pensione nel 2050, circa il 68%, quindi parliamo di una sostanziosa perdita.

Tutto questo è dovuto dal fatto che la maggior parte dei giovani ricoprono incarichi part-time oppure lavori di bassa qualità e bassa intensità poco retribuiti; insomma, una situazione critica.

Ciò non fa altro che aumentare il tasso di povertà, in quanto ci sono milioni di disoccupati, ma anche distruggere un’intera generazione e quindi il futuro del Paese. Il picco di disoccupazione giovanile si manifesta in Sicilia (317 mila) e in Campania (380 mila).

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