Mese: aprile 2018

PIL EUROPEO

Il Prodotto Interno Lordo (PIL) dell’Europa sembra essere in crescita: anche in Italia si stima entro la fine del 2018 una crescita dell’1,6%; da considerare che la Spagna, la Francia e la Germania avranno un aumento più sostanzioso.

Nonostante queste notizie positive, ci potrebbero essere dei fattori negativi misurati dall’indice Pmi: stiamo parlando di un rilevatore che rivela se i manager delle numerose attività in Europa hanno intenzione di aumentare o diminuire i loro acquisti sul mercato.

Basti pensare che, nel nostro paese, questo indice è sceso da 56 a 53,3 ma non finisce qui; secondo il Centro Studi di Confindustria, l’economia italiana ha tirato un po’ il freno, ma ciò non significa che siamo in rotta. Potrebbe essere solo un periodo di riepilogo per poter ripartire in quarta.

Le prospettive per il futuro sono positive, nonostante ci siano dei dati che ci dicono il contrario; fatto sta che si è comunque registrato un aumento del PIL e ciò significa che sono aumentati gli acquisti e le spese.

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BITCOIN RITORNA IN CARREGGIATA!

Dopo un lungo periodo di crisi per la più importante delle criptovalute, il BitCoin, finalmente ci sono segni di ripresa; moltissime imprese stanno utilizzando questa moneta virtuale, ma non solo.

Ricordiamo che il valore attuale di tutte le criptovalute arrivò a toccare circa 800 miliardi di dollari, quando poi è avvenuta la potente crisi, facendo calare il valore a 250 miliardi di dollari, una perdita senza precedenti.

Oggi però il valore del BitCoin è in salita: è passato da 6,000 a 9,000 dollari nel giro di poche settimane, per questo si può dire che ora la situazione è stabile; i fattori che bloccano lo sviluppo delle monete virtuali sono tanti.

Soprattutto i pareri contrastanti tra vari economisti: c’è chi dice che le quotazioni siano da bolla e chi invece crede che questo sia il futuro e che le criptovalute siano molto sottostimate.

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BITCOIN ANCHE A NAPOLI!

La famosa criptovaluta si stanzia anche a Napoli, dove è stata aperta una piccola attività nella zona Vomero dove si possono fare scambi euro/bitcoin; come ha detto il titolare dell’impresa, bisogna far conoscere il BitCoin a chi è alle prime armi, in quanto molta gente ancora non è convinta.

In questo luogo verrà spiegato a chi non conosce la criptovaluta, a saperla utilizzare, a capire come funziona e come è nato il BitCoin; Napoli può essere una rivoluzione per tutto il sud Italia, in quanto partendo da qui, l’idea della moneta virtuale può svilupparsi nelle altre città.

Ovviamente stiamo parlando di corsi gratuiti messi in atto dai titolari dell’impresa, che spiegheranno anche come aprire un wallet; insomma, un progetto innovativo ed interessante che potrebbe far sviluppare la criptovaluta e dare un nuovo volto all’economia.

 

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ILVA: L’ARCELORMITTAL E IL PIANO SULL’ILVA

L’AlcerolMittal ha proposto all’UE di avere il via libera per l’acquisizione dell’ILVA, grande fabbrica di acciaio con sede a Taranto; questo progetto prevede la creazione di un impianto di Piombino e asset in Romania, Lussemburgo, Macedonia e Repubblica Ceca.

Tuttavia la commissione europea ha dato inizio ad un’indagine, per evitare che in futuro la concorrenza possa essere limitata, verificando un aumento del prezzo dell’acciaio sul mercato.

Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo Economico, ha rassicurato tutti i lavoratori dell’ILVA, affermando che non ci saranno licenziamenti, che tutti i lavoratori sono protetti e che gli investimenti ambientali sono già partiti; saranno assunti circa 10.000 lavoratori, con lo stesso salario dei lavoratori attuali e con gli stessi diritti.

Gli altri lavoratori dovranno svolgere gli incarichi presso l’amministrazione straordinaria; il punto di partenza di questo progetto è la tutela dei diritti dei lavoratori, per avere tutto quello che occorre per far sì che siano protetti e che nessuno di loro perda l’attuale postazione lavorativa.

 

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GUERRA TRA PORTI: UE CONTRO ITALIA

Zeno D’Agostino, presidente di Assoporti, accusa l’UE di penalizzare i porti italiani e di applicare costi ingiustificati, che vanno a nostro sfavore e che invece alimentano i porti del Nord Europa. Tuttavia Bruxelles ha accusato gli scali italiani di non aver versato le tasse per le concessioni.

Per rispondere a questa accusa, l’associazione Assoporti, ha messo in evidenza che, oggi come oggi, sugli enti portuali gravano tasse di circa 100 milioni di euro e tutto ciò fa si che i costi del diporto di alzino persino del 40%.

L’attività portuale del nostro paese, è una di quelle che influenzano molto l’aspetto economico dell’Italia, quindi è ingiusto che un paese come il nostro, debba sborsare più denaro e quindi pagare più tasse rispetto ad altri paesi del Nord Europa che sono molto più sviluppati.

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